IL PERIODO ETRUSCO

Dopo l’età vi llanoviana, attorno al VI secolo vi fu uno sviluppo che coincise con l’influenza delle vicine culture umbre ed etrusche, quando quest’ultima iniziò a manifestare il suo interesse per la costa adriatica e per i suoi scali commerciali. L’abitato di Casalecchio divenne il punto di partenza degli interessi della città di Felsina verso l’Italia centrale. Marzabotto mostrò progetti urbanistici di altissimo livello, con la creazione di sistemi fognari ed un’organizzazione delle abitazioni su isolati rettangolari regolari separati da strade ortogonali. La città presenta impianti artigianali riguardanti in particolare la produzione metallurgica, anche di alta qualità artistica e stilistica.

Marzabotto fu centro e ricettacolo foto2.bmp (317758 byte)commerciale soprattutto per la sua posizione favorevole. Durante il V secolo a.C., tutta la via del fiume Reno fu in stretta connessione con il suo abitato. L’alta valle del Reno, tuttavia, rimase spopolata. La società di Marzabotto godeva di un relativo benessere nonostante la limitazione all’allevamento. La società aveva teso a modificarsi su base timocratica ed aveva come unico obiettivo l’accumulo di ricchezze. La bronzistica etrusca si può constatare dagli ex-voto alle divinità presenti nei numerosi santuari di Marzabotto, Montacuto Ragazza e Porretta Terme. Questo è l’aspetto che ha lasciato il maggior segno nella valle del Reno. Durante il V secolo a.C. Marzabotto, si sviluppò nel suo contesto urbano non solo come centro di scambi delle merci che da Spina viaggiavano verso la Tirrenia ma anche come fulcro della produzione metallurgica e manifestò la sua influenza commerciale nell’intera valle del Reno. Per quel secolo si può ipotizzare un fenomeno di occupazione del territorio del medio Reno da parte di popolazioni etrusche.

Attorno a questo nucleo gravitava un panorama di varie strutture agrarie di scarsa rilevanza demografica, mentre il popolamento era assai diverso e attenuato se si risaliva a monte.

Per quanto riguarda il versante tirrenico, l’influenza etrusca non andò oltre l’odierna Pistoia.Il periodo di splendore terminò attorno al VI secolo a.C., quando le popolazioni celtiche d’Oltralpe cominciarono una serie di infiltrazioni che si conclusero con la discesa di intere popolazioni e con il conseguente crollo dell’egemonia etrusca nel nord Italia.     

 

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