

Classe terza a liceo
scientifico
Risorsa acqua
Si ipotizza
che la presenza dell’acqua nel cosmo sia valutabile attorno allo 0,001 %, sulla
terra invece si stima che ci siano circa 1,5 km3 di questa
essenziale risorsa di vita. L’uomo, fino all’inizio del secolo scorso, ha
sempre interagito in modo naturale con il ciclo dell’acqua che la rinnova da
milioni di anni attraverso le sue fasi. In tempi recenti il processo
industriale ha sempre più bisogno di grandi quantità di acqua e anche l’uomo,
dal punto di vista alimentare e igienico, ne usa quantità notevoli.
DISTILLAZIONE DELL’ACQUA
SUPERFICIALE, OSSIA CONTENUTO BATTERICO
Quello
che differenzia l’acqua potabile e quella superficiale è il contenuto
batterico; i batteri hanno una dimensione superiore a 0,5 micron.
Per
vedere se nell’acqua sono presenti batteri, si utilizza il seguente metodo:
1.
l’acqua
viene aspirata tramite un filtro prendendo una beuta codata, con una
protuberanza. Questa viene legata a un tubo di gomma attraverso il quale viene aspirata.
2.
si crea un vuoto all’interno della beuta e
l’acqua viene filtrata.
3.
il filtro viene poi messo in condizione di
38° per due giorni circa;
4.
successivamente si osserva se si sono formate
colonie di batteri e quelli presenti sono i batteri di quell’acqua (non possono
esserci più di 5 colonie di batteri altrimenti le acque sono inquinate)
Tra
gli anni trenta e sessanta sono state inquinate numerose fonti di acqua. Il
ciclo dell’acqua viene alimentato anche dalle precipitazioni che determinano il
ricambio delle acque. Questo rinnovamento deve essere coadiuvato con la
presenza di batteri poiché questi determinano la purificazione dell’ acqua
ossidando le sostanze inquinanti.
L’ammoniaca
non presenta ossigeno, quindi quando viene a contatto con questo si trasforma
in nitrito o nitrato. Se in un corso di acqua è presente ammoniaca significa
che c’è stata una decomposizione di qualche animale (in assenza di ossigeno) il
quale ha rilasciato sostanze talmente forti da inquinare quel corso. I fiumi
hanno un potere auto depurante, l’importante è che non ci siano industrie che
scaricano grandi quantità di rifiuti.
LEGGE MERLI
Dagli anni 70 le istituzioni hanno varato un’elaborata legislazione in merito alla tutela delle acque da inquinamento: la legge Merli. Questa legge regola l’uso dell’acqua e ne controlla la qualità prima della restituzione all’ambiente dopo l’utilizzo. Infatti i liquidi e le acque piovane vanno al depuratore e qui avviene una esasperazione dell’azione dei batteri. L’acqua inoltre nel depuratore viene anche disinfettata per arrivare a valori accettabili poi viene rimessa.
PARAMETRI IMPORTANTI:
·
DETERMINAZIONE PH: il Ph
indica la presenza di ioni idrogeno in una soluzione. Si misura in una scala
che va da 0 a 14. Per convenzione 0 è acido, 7 è neutro e 14 è alcalino. Il Ph
si può misurare con sostanze che a contatto con il campione assumono coloranti
diverse che si chiamano indicatori. Si trovano su supporto di carta o liquidi.
Il metodo più veloce e preciso è l’uso del Phmetro. Questo strumento è
costituito da un elettrodo particolarmente sensibile agli ioni H+.
più sono presenti ioni idrogeno, più corrente trasportano. Lo strumento
trasforma questo segnale elettrico nell’indicazione di Ph corrispondente.
·
CONDUCIBILITÁ: la conducibilità è il contrario della resistenza.
La conducibilità si misura in Siemens (S). Questa ci mostra tutti gli ioni
presenti nell’acqua, cioè la capacità che ha una soluzione di trasportare
corrente elettrica. Se viene trasportata tanta acqua corrente vuol dire che ci
sono tanti ioni, se ne viene trasportata poca vuol dire che ce ne saranno
pochi. Per fare un esempio, se mettiamo a confronto un’acqua oligominerale con
un’acqua ricca di Sali, la prima ha una conducibilità inferiore a 300 μS,
mentre la seconda di circa 1700 μS. Gli strumenti in dotazione al nostro
laboratorio sono molto sensibili e in grado di rilevare milionesimi si S cioè
μS. In ragione a questa elevata sensibilità di misura si può considerare
che una lettura inferiore o pari a 60/70 μS sia da considerarsi nulla.
·
SOLIDI DI SOSPENSIONE: generalmente l’acqua di un fiume o di un
lago si presenta limpida e incolore se non si sono verificate violente
precipitazioni che hanno creato un flusso tortuoso che può sollevare la
fanghiglia del fondale. A volte il fenomeno della torbidità può essere quasi
impercettibile e può verificarsi anche senza particolari condizioni
atmosferiche, ma essere dovuto a varie forme di inquinamento. Per verificare se
sono presenti anche impercettibili tracce di sostanze solide in sospensione
nell’acqua si filtra un campione di un litro su un setto da 0,5 μmm
preventivamente essiccato e pesato al decimillesimo di grammo. Dopo aver fatto
nuovamente essiccare la cartina a 105°C si ripesa e per differenza si esprime
il risultato. Per velocizzare l’operazione di filtrazione si usa un’unità
filtrante sotto vuoto.
·
DETERMINAZIONE DELL’AMMONIACA: generalmente l’ammoniaca è assente
da un corso d’acqua pulito e quindi in “salute”. Infatti è il risultato di una
decomposizione anaerobica delle sostanze organiche. Nel fiume muoiono pesci e
piante e si decompongono con un processo naturale aerobico non inquinante in
virtù dell’ossigeno sempre disciolto nell’acqua. Quando il carico delle
sostanze da degradare è, per qualche motivo, eccessivo, l’ossigeno finisce,
l’equilibrio si rompe e si forma ammoniaca. Per l’analisi in laboratorio si
utilizza il reattivo di Nessler che è formato da cloruro di mercurio, ioduro di
potassio e idrossido di potassio. Questo reattivo in presenza di ammoniaca forma una soluzione colloidale di colore
giallo la cui intensità è direttamente proporzionale alla concentrazione di
ammoniaca. Per l’esecuzione dell’analisi si utilizza lo spettrofotometro che mette in relazione le differenti
intensità di colore con le diverse concentrazioni. A tale proposito si deve
preparare una retta di taratura con uno standard di ammoniaca da 1mg/L. Con
questo per diluizione, si preparano tre soluzioni contenenti 0,2 ; 0,4 ; 0,6
mg/L. Le colorazioni, adeguatamente identificate dallo strumento, saranno di
una certa intensità. Si costruirà poi la retta della serie di valori
direttamente proporzionali tra loro. Su questa retta sarà identificata la
concentrazione del campione incognito.
·
DETERMINAZIONE DELL’OSSIGENO DISCIOLTO: l’ossigeno è
indispensabile nei processi vitali e di conseguenza la valutazione di questo
parametro è di primaria importanza. La solubilità dell’ossigeno nell’acqua
dipende dalla temperatura. Il prelievo si realizza con una particolare
bottiglia a tappo conico che garantisce la tenuta ermetica. Nella bottiglia poi
si inseriscono due reattivi. Il primo è MnSO4(2mL), il secondo
invece è formato da NaOH, che catturano l’ossigeno presente impedendo agli
eventuali microrganismi presenti, di consumarlo prima che sia determinato in
laboratorio. L’ossigeno inglobato non è più fruibile. Si aggiunge poi acido
solforico (2mL). L’ambiente fortemente acido libera l’ossigeno che ossida lo
ioduro a iodio. Nella bottiglia si può osservare la formazione di iodio dal
caratteristico colore rosso-bruno. Si prelevano poi 100mL del campione così
trattato e si titola con tiosolfato di sodio che riduce di nuovo lo iodio a
ioduro. Per il calcolo dei mg/L di ossigeno disciolto si applica la seguente
formula:
mg/L 02= M × v ×
8 × 1000
A
Dove:
M = molarità di tiosolfato
V = mL di tiosolfato consumati
A = volume di campione titolato
8 = ¼ peso molecolare ossigeno
·
DETERMINAZIONE del BOD: questo parametro rappresenta la
quantità di ossigeno consumata dagli autotrofi per l’ossidazione delle sostanze
organiche biodegradabili. Consiste in una misura dell’ossigeno disciolto al
momento del prelievo e di un’ulteriore successiva misura analoga, eseguita
sullo stesso campione, dopo 5 giorni di incubazione a 20°C sempre in bottiglia
ermetica. In 5 giorni i batteri contenuti nel campione consumano l’ossigeno
disciolto in ragione della loro attività. Più sostanze biodegradabili sono
contenute nell’acqua e più sarà l’ossigeno consumato. Il valore del BOD è dato dalle differenza dei
due risoltati: l’ossigeno al momento del prelievo che sottrae l’ossigeno dopo
l’incubazione.
·
DETERMINAZIONE DEL COD: questo parametro misura la quantità di
ossigeno richiesta per ossidare tutte le sostanze riducenti presenti
dell’acqua. Come agente ossidante si usa il bicromato di potassio.
Fino a
qualche anno fa si faceva avvenire la reazione in un reattore per due ore con
acido solforico concentrato, un’aliquota di campione e bicromato di potassio.
Negli ultimi anni è stato appurato che
il bicromato è fortemente cancerogeno quindi, non essendo comunque ancora stata
messa a punto una metodica alternativa altrettanto valida. Si usano contenitori
sigillati con i reattivi già dosati ai quali si aggiungono solo due mL di
campione senza manipolare direttamente i reattivi stessi. Anche in questo caso
si prepara una retta di taratura simile a quella per determinazione
dell’ammoniaca, utilizzando acido di potassio che simula un COD standard
riducendo il cromo analogamente ai riducenti che possono essere presenti
nell’acqua. Su quella retta di taratura si leggerà il campione incognito.
Questo
strumento sfrutta la caratteristica delle sostanze di assorbire le onde
elettromagnetiche emesse da una sorgente luminosa nel campo dell’ultravioletto
o del visibile. Questo fenomeno avviene in virtù delle oscillazioni molecolari
che caratterizzano i legami chimici. Il legame chimico non è fermo, gli atomi
oscillano allontanandosi e avvicinandosi con ampiezze diverse a seconda delle
sostanze. Ogni sostanza ha un oscillazione di un’ ampiezza di nanometri. I
legami tra gli atomi non sono mai fermi soprattutto in presenza di energia. Il
componente più sofisticato dello spettrofotometro in dotazione al laboratorio
di chimica è il monocromatore: uno specchio concavo di platino con 1200 scalini
per mm, che ha una elevata capacità di rifrazione.
COME FUNZIONA:
La
luce policroma che colpisce il monocromatore viene frazionata nelle diverse
lunghezze d’onda monocromatiche. Quella selezionata viene fatta passare nella
cuvetta di 1 cm di spessore contenente il campione o lo standard in esame.
Il
raggio monocromatico, affine alla soluzione in esame, sarà assorbito dalla
sostanza in quantità proporzionalmente alla colorazione e alla concentrazione.
ANALISI DELL’AMMONIACA CON LO
SPETTROFOTOMETRO
A
tale proposito si deve preparare una retta di taratura con uno standard di
ammoniaca da 10 mg/L. le colorazioni identificate dallo strumento saranno di
una certa intensità: la prima di un valore, la seconda del doppio e la terza il
triplo della prima. Si costruirà così la retta, data dalla serie di valori
direttamente proporzionali tra loro. Su questa retta sarà identificata la
concentrazione del campione incognito.
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![]()
Rad sorgente
100 100
![]()
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RETTA DELL’ANALISI
DELL’AMMONIACA CON LO SPETTROFOTOMETRO
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concentrazione assorbimenti
molecolare
0,05 0,2
0,1 0,4
0,15 0,6

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ABS
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0,6
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0,52
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0,5
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concentrazione ignota
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0,2
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CONC
0,05 0,1 0,15
Se
si ha una concentrazione ignota per ricavare l’assorbimento si mette
all’interno della cuvetta; nella figura ad esempio la concentrazione è 0.52 e
si traccia la parallela alla retta.
Prelievo dell'acqua al fiume Reno


Dall'esperienza
sul campo abbiamo appreso che per fare analisi sull'acqua di fiume bisognerebbe prelevare i campioni
nel centro del fiume dove l'afflusso dell'acqua è più regolare. In particolare,
al fiume, abbiamo eseguito principalmente due tipi di analisi: determinazione
conducibilità e di Ph. Per stabilire la conducibilità abbiamo utilizzato un
conduttimetro, strumento fornito di una sonda facilmente trasportabile anche
per analisi sul campo, che misura la capacità della soluzione di condurre la
corrente elettrica dovuta alla presenza di tutti gli ioni positivi e negativi
del campione. La conducibilità viene misurata in Siemens (S). Invece per
determinare il Ph che indica la presenza di ione idrogeno nella soluzione,
abbiamo utilizzato il Phmetro, strumento costituito da un elettrodo molto
sensibile agli ioni H+ e da indicatori che a contatto con il
campione assumono colorazioni diverse. Il Ph si misura in una scala che va da 0
a 14. per convenzione 0 è acido, 7 è neutro e 14 alcalino. Anche il Phmetro come il conduttimetro è uno
strumento piccolo e portatile per tanto è possibile eseguire l'analisi di Ph
sia sul campo che in laboratorio.
La mattina era bella e c'era il sole e la Temperatura esterna si avvicinava ai 17°c circa.
Utilizzando gli strumenti detti sopra abbiamo analizzato le caratteristiche dell'acqua su una riva
del fiume Reno e abbiamo trovato i seguenti risultati:
conducibilità 166/167micro Siemens, Ph 8,3.
Determinazione dell’ossigeno disciolto in
laboratorio
Lezione in laboratorio di chimica con il professor Cantelli
OCCORRENTE:

-Becher 250ml;
-cilindro graduato 500 ml;
-buretta;
-agitatore magnetico;
-pipetta;
-2 bottiglie di vetro con tappo (per permettere l’agitazione di soluzioni senza fuoriuscite).
ß Agitatore magnetico
INTRODUZIONE:

In questa lezione di laboratorio cercheremo di determinare la quantità di O2 disciolto in una soluzione facendone anche la titolazione.
L'ossigeno disciolto (OD) è un dato necessario alla raccolta di dati inerenti agli studi su ambienti in cui vivono esseri viventi quali i pesci. Esso è inoltre fondamentale per determinare il livello di inquinamento di un sistema idrico.
La solubilità dell'ossigeno è determinata anche dalla quantità di sali presenti in soluzione.
Alla temperatura di 20 °C e a pressione atmosferica, una concentrazione di ossigeno nell'acqua dolce pari a 9,1 mg/L corrisponde al 100% di saturazione; valori inferiori al 75% sono indizio di inquinamento, spesso accompagnato dalla presenza di ammoniaca (NH3). Il metodo che abbiamo utilizzato in laboratorio, che è il più antico e ancora oggi più utilizzato, è quello di Winkler che consiste in una riduzione dell'O2 con I- e titolazione iodometrica.
SVOLGIMENTO:
Intorno
a 0°C è pari a 14-15 ml/L mentre a 25°C il valore è intorno a 10-11 mg/L. Il
prelievo si realizza con una particolare bottiglia a tappo conico che
garantisce una tenuta ermetica, successivamente si inseriscono nella bottiglia
i due reattivi: il primo è MnSO4 (2 ml) che fornisce lo ione Mn2+
come catalizzatore, cioè che velocizzala reazione, mentre il
secondo è formato da NaOH, NaI e NaN3 (2 ml), che permettono di
catturare l’ossigeno impedendo che si consumi a causa dei batteri.
La reazione è la seguente:
Mn2+
+ 2OH- + ½ O2 → H2MnO3
|
|
In seguito si aggiunge acido solforico (2 ml). Viene così liberato ossigeno che ossida quantitativamente lo ioduro a iodio secondo la seguente reazione:
2I- + O + H + 2H+ → I2 + H2O
Due
moli di ioduro (I-) riducono ½ mole d’ossigeno, nella bottiglia si
formerà poi lo iodio dal caratteristico colore rosso-bruno.
Si prevalevano poi 100ml del campione e si titola con tiosolfato di sodio che riduce nuovamente lo iodio a ioduro secondo la seguente reazione:
2S2O32-
+ I2 → S4O6 2- + 2I-
Per il calcolo dei mg/L di
ossigeno disciolto si applica la seguente formula:
M * v * 8 * 1000 Legenda: M = molarità di tiosolfato
O2= ----------------------- v = mL di tiosolfato consumati
A A = volume di
campione titolato
8 = ¼ peso molecolare Ossigeno
CONCLUSIONE:
Applicando la formula sopra riportata abbiamo ottenuto un valore di 10,3 mg/L.
Inoltre si usa la concentrazione molare 0,0125, necessaria per ottenere il risultato uguale all’ossigeno disciolto senza applicare la formula.
Siamo quindi riusciti a stabilire la concentrazione dell’ossigeno disciolto in acqua.
Analisi di laboratorio immediate sull’acqua
prelevata dal fiume
RETTA DI TARATURA PER LA
DETERMINAZIONE DELL’AMMONIACA
Materiale utilizzato:
1) Ammonio da 1 ppm;
2)
Acqua
di fiume;
3) Acqua distillata;
4) Acqua dell’ acquedotto di Porretta;
5) Reagenti A e B.
Strumenti utilizzati:
1) Provette;
2) Pipette;
3) Cuvette;
4) Spettrofotometro.
Procedimento
Prepariamo tre soluzioni standard da 0,1 ppm – 0,2 ppm – 0,3 ppm prelevando rispettivamente 1 mL, 2 mL e 3 mL di una soluzione di ammonio da 1 ppm (o mg/L) diluendoli fino a 10 mL in tre provette diverse.
Mettiamo in 7 provette differenti 5ml di:
· soluzione 0,1 ppm
· soluzione 0,2 ppm
· soluzione 0,3 ppm
· acqua distillata (x2)
· acqua del fiume
· acqua dell’acquedotto
In seguito mettiamo in ogni provetta 2 gocce di reattivo di Nessler; aspettiamo 3 minuti perché si sviluppi il colore giallo della soluzione colloidale tipica dell’ammoniaca secondo la reazione:
2HgI4-- + 3OH- + NH3 à [OHg2NH2] + 7I- + 2H2O
e successivamente mettiamo le soluzioni nelle cuvette che vanno inserite nello spettofotometro che ci permette di realizzare una retta di taratura in base alle concentrazioni di ammoniaca.
Conclusione
Dai risultati ottenuti possiamo osservare che la concentrazione di ammoniaca nell’acqua prelevata dal fiume è minore di 0,05, cioè molto inferiore al valore minimo.


DUREZZA
Materiale utilizzato:
1) EDTA (acido etilendiamminotetraacetico);
2) Acqua del fiume;
3) Soluzione tampone;
4) Colorante.
Strumenti utilizzati:
1)
Buretta;
2)
Becher;
3)
Agitatore
magnetico.
Procedimento
Per calcolare la durezza viene utilizzato l’EDTA, poiché è un acido che
forma legami prevalentemente con i metalli di valenza fino a 4. In questo caso
si lega al carbonato di calcio, che è il maggior responsabile della durezza
dell’acqua.
Sciogliamo l’EDTA e lo portiamo a 1000 mL in un pallone di vetro;
successivamente riempiamo la buretta. Mettiamo in un becher 100 mL di acqua di
fiume contenente 2 mL di soluzione tampone e aggiungiamo un colorante che in
presenza di calcio assume una colorazione rosso vino.
Piano piano lasciamo cadere gocce di EDTA dalla buretta nel contenuto del
becher, che viene mescolato dall’agitatore magnetico, fino a fargli raggiungere
la colorazione blu. EDTA necessario a far diventare blu la soluzione è 15,6 mL.
Conclusione
EDTA = 0,01 M
Volume EDTA = 15,6 mL
Peso Molecolare Calcio = 100
Durezza = 0,01 * 15,6 * 100 = 0,156 g/L à 0,156 x 1000 = 156 mg/L
100
OSSIGENO
DISCIOLTO
Materiale utilizzato:
1) Reattivi
· MnSO4 (2 mL), che fornisce lo ione Mn++
· Formato da NaOH, NaI e NaN3 (2 mL)
2) Acqua di fiume;
3) Na2S2O3 (tiosolfato di sodio);
4) Acido solforico;
5) Salda d’amido.
Strumenti utilizzati:
1) Bottiglia a tappo conico che garantisce la tenuta ermetica;
2) Buretta;
3) Pipetta;
4) Becher;
5) Agitatore magnetico.
Procedimento
Al momento del prelievo si inseriscono nella bottiglia i due reattivi che catturano l’ossigeno presente impendo agli eventuali microrganismi presenti di continuare a consumarlo prima che sia determinato in laboratorio.
In laboratorio aggiungiamo 2 mL di acido solforico che sposta l’ambiente da alcalino ad acido e permette l’ossidazione, da parte dell’ossigeno, dello ione I- a iodio I2 e fa assumere alla soluzione un colore rosso bruno. Si prelevano 100mL del campione e si mettono nel becher al quale aggiungiamo una pipetta di salda d’amido che rende la soluzione blu scuro. Titoliamo il campione con il tiosolfato di sodio contenuto nella buretta, mentre l’agitatore magnetico lo mescola. Il colore diventerà sempre più chiaro, fino alla totale scomparsa che corrisponde alla totale riduzione dello I2 a I-.
Conclusione
Molarità di tiosolfato = 0,0125
Volume di tiosolfato utilizzato = 11,3 mL
¼ peso molecolare ossigeno = 8
Volume di campione titolato = 100 mL
per determinare gli mg/L di ossigeno disciolto applichiamo i seguenti calcoli:
mg/L O2 = 0,0125 * 11,3 * 8 * 1000 = 11,3
100
SOLIDI
DI SOSPENSIONE
Materiale utilizzato
1) ½ litro di acqua del fiume
Strumenti utilizzati
1) Forno;
2) Bilancia;
3) Filtro.
Procedimento
Per determinare i solidi di sospensione occorre determinare il peso del filtro prima del filtraggio di ½ litro di acqua e una seconda volta dopo averlo messo nel forno a 70° per 15 minuti.
I dati da noi rilevati sono i seguenti:
· Primo peso = 0,0641
· Secondo peso = 0,0693
Conclusione
Dalla differenza dei valori sopracitati possiamo osservare che in ½ litro di acqua di fiume sono presenti 0,0052 mg di solidi di sospensione, quindi in 1 litro ne sono presenti 0,0104 mg.
Ossigeno
disciolto nell’acqua dell’acquedotto di Bologna
La valutazione del parametro dell’ossigeno è importante perché è indispensabile nei processi vitali di ogni individuo.
La solubilità dell’ossigeno nell’acqua dipende dalla temperatura.
Per prelevare l’acqua si usa una particolare bottiglia a tappo conico, che non permette il passaggio né all’aria né ad altre sostanze che possono alterare i valori dell’acqua da analizzare.
Al momento del prelievo vengono inseriti nella bottiglia due mL di due reattivi: il primo è MnSO4 e il secondo è formato da NaOH, NaI e NaN3.
PROCEDIMENTO:
Il valore ottenuto deve essere tra i 14 ai 6 (valore massimo ammissibile).
AMMONIACA PRESENTE NELL’ACQUA
DI PORRETTA
Di solito l’ammoniaca è assente in un corso d’acqua in salute; è il risultato di una decomposizione anaerobica delle sostanze organiche.
Quando il carico delle sostanze da degradare è eccessivo, l’ossigeno finisce e si forma ammoniaca.
L’ammoniaca è molto instabile e in presenza di altro ossigeno si decompone.
PROCEDIMENTO:
Questo reattivo in presenza di ammoniaca forma una soluzione colloidale di colore giallo. Più ammoniaca è presente, più l’intensità del colore aumenta. Infatti l’intensità del colore è direttamente proporzionale alla concentrazione di ammoniaca.
Per l’esecuzione dell’analisi viene utilizzato lo spettrofotometro.
I procedimenti successivi sono analoghi a quelli, già descritti, relativi all’analisi sull’ammoniaca contenuta nell’acqua.
BOD5 NELL’ACQUA DI PORRETTA
Questo parametro rappresenta la quantità di ossigeno richiesta e consumata dagli autotrofi per l’ossidazione delle sostanze organiche, in cinque giorni alla temperatura costante di 20°C.
PROCEDIMENTO:
L’importante è che tra i valori ottenuti dallo stesso campione non ci sia molta differenza.
Il valore del BOD5 sarà dato dalla differenza del valore dell’O2 al momento del prelievo e il valore dell’O2 dopo 5 giorni di incubazione.
Cloro e cloruri nell’acqua di Bologna
Dopo aver filtrato l’acqua, per la
determinazione del cloro abbiamo usato il seguente procedimento: abbiamo
prelevato 10 ml di acqua filtrata e l’abbiamo trasferita in un’apposita
provetta, poi tramite l’aggiunta di sei gocce di un reagente, dopo aver agitato
e lasciato ferma la soluzione per cinque minuti, abbiamo notato una colorazione
gialla che sulla scala cromatica corrispondeva a 0,5 ppm di cloro contenuti
nell’acqua presa in considerazione.
Così facendo abbiamo scoperto che nell’acqua dell’acquedotto di Bologna la quantità di cloro è superiore a quanto è indicato dai valori forniti dall’HERA. Infatti, la quantità di cloro disciolto nell’acqua dovrebbe essere bastare per l’eliminazione dei batteri presenti in essa, in modo da bilanciarsi, ma non essere troppo in accesso tale da rendere l’acqua sgradevole e pericolosa.
Successivamente abbiamo determinato la
quantità di cloruri presenti in un altro campione di acqua filtrata. Per fare ciò abbiamo aggiunto a 10 mL
dell’acqua due reagenti, nitrato di argento (AgNO3) e cromato di potassio. Dopo 5/6 minuti la
soluzione ha assunto una colorazione rosso-mattone, che indicava una quantità
di cloruri compresa tra i 20 e i 40 mg/l.
PERMANGANATO
E SPATTROFOTOMETRO
Partendo
da una provetta di permanganato uno molare, abbiamo ottenuto altre tre provette
contenenti rispettivamente permanganato 0,02 molare, 0,01 molare e 0,005
molare.
In
questo esperimento, dobbiamo misurare l’assorbimento di luce bianca della
sostanza presa in esame. Per misurare tale parametro bisogna usare un
determinato strumento, chiamato spettrofotometro; esso appunto misura
l’assorbimento di luce da parte di un liquido/sostanza. Usando tante cuvette
quante sono le diluizioni del permanganato, abbiamo misurato il loro
assorbimento, avendo in precedenza azzerato lo strumento con acqua distillata.
I dati che ne sono risultati, li abbiamo raccolti in un grafico che riporta i
picchi di assorbimento delle tre diluizioni prese in esame. Ripetendo lo stesso
esperimento per tre volte, abbiamo ottenuto di conseguenza tre rette diverse,
selezionando poi in seguito la più precisa, qui riportata.
Tabella conclusiva
|
|
Acqua di Porretta Terme |
Acqua di Bologna |
|
|
|
Di
Fiume |
||
|
Conducibilità |
|
167 microsimens |
456 microsimens |
|
Solidi in
sospensione |
|
0,0104 mg/L |
/ |
|
Ammoniaca |
|
Inferiore allo standard di 0,05 |
Inferiore allo standard di 0,05 |
|
Ossigeno disciolto |
|
10,3 mg/L |
/ |
|
BOD |
|
Nella norma: compreso tra 10 e 40 |
compreso tra 10 e 40 |
|
COD |
|
Nella norma: compreso tra 20 e 80 |
compreso tra 20 e 80 |
|
Durezza |
|
150 mg/L |
340mg/L |
|
Cloruri |
|
tra i 20 e i 40 mg/l |
tra i 20 e i 40 mg/l |