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Sara Brizzi |
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Sara Brizzi |
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Sara Brizzi |
| Qualcosa
cambierà Un bel giorno d'autunno mi vidi
sbarrare la strada da tre ragazzi bianchi. Tornavo a casa da lavoro.
Mi trovavo tra il sottopassaggio e la stazione. Camminavo accanto alla
cancellata di ferro che separava la strada dalla ferrovia; avevo una
mazza di legno fra le mani e la facevo scorrere sulle sbarre per divertirmi.
Improvvisamente i tre giovani mi accerchiarono: |
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Anch’io
ho un cane! Era
la sera del due febbraio, faceva molto freddo, e io brontolavo perché
non avevo un cane che mi facesse compagnia. Era una cosa che succedeva
da tempo. Una sera stavamo tornando a casa, mio fratello, papà
e io, dopo aver cenato in casa di amici. Quella sera la mamma non c’era:
era andata dalla nonna che non stava bene, e noi eravamo stati invitati
a mangiare la pizza. Finché eravamo a tavola mi ero dimenticato
di brontolare perché non avevo un cane. Le pizze erano davvero
ottime. Dopo cena abbiamo fatto una partita a dama cinese. Finita la
partita, gli amici di famiglia furono d’accordo nel dire che era
già troppo tardi. Noi eravamo di idee assolutamente opposte ma
quelli ebbero la meglio. Comunque, tanti baci, tanti saluti, cappotti,
sciarpe, berretti e via. Siamo usciti tutti coperti, faceva un gran
freddo. Il cane che non avevo, ma che speravo di avere, ci seguiva ma,
per fortuna, non prendeva freddo. Ogni tanto mi giravo per vedere se
il cane che non ho ma che ho sempre voluto, ci seguisse. Papà
è davanti, segue mio fratello, ultimo io perché dovevo
occuparmi del cane che non ho. Attraversiamo la strada e all’improvviso
sfreccia una macchina. Papà ci afferra a ci schiaccia contro
il muro. “ state attenti brutti pazzi pericolosi!! “ urla
papà. Io avevo notato aprirsi una portiera e dalla macchina uscire
un fagotto di giornali spiegazzati. “ che cosa c’è
dentro? “ chiedo a me stesso! Faccio il gesto di andare a vedere,
quando papà mi blocca dicendo che era meglio andasse lui. Ma
ancor prima che mio papà andasse a vedere, è il fagotto
che incomincia a venire verso di noi, come trasportato dal vento. Ma
il bello è che non tira un filo di vento!! Non resisto e scosto
un pezzo di carta. Non riesco a crederci, è un cucciolo di cane,
esattamente come quello che non ho ma che ho sempre voluto. Il cucciolo
ha freddo. Lo avvolgo con sciarpe e berretti e lo metto dentro al cappotto.
Mentre ci dirigiamo verso casa decidiamo il nome e tutti d’accordo
optiamo per NINA. Chiedo a papà, con un po’ di timore,
se lo possiamo tenere e lui mi risponde intanto di portarlo a casa,
altrimenti sarebbe morto dal freddo. Noi tutti sapevamo che la mamma
sarebbe stata contraria a un cane, per vari motivi. Ma se avesse visto
anche lei quello che avevamo visto noi dire di no le sarebbe stato difficile.
Arrivati a casa le raccontiamo la storia e anche lei, commossa da quel
bel musino e dalla brutta storia che gli era accaduta, acconsente a
tenerlo in casa… |
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La
chitarra magica C'era un giovane
musicista di nome Peter che suonava la chitarra agli angoli delle strade.
Racimolava così i soldi per proseguire gli studi al Conservatorio:
voleva diventare una grande rock star. Ma i soldi non bastavano, perchè
faceva molto freddo e in strada c'erano pochi passanti. |
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