Ares è una figura della mitologia greca, figlio di Zeus e di Era.
Era un dio poco amato dei greci, più che il dio della guerra (come
l'equivalente romano Marte), era lo spirito della battaglia.
Era considerato un "dio senza misericordia", era venerato da popoli più
lontani, quali i troiani e le amazzoni.
Nell'Iliade (libro V), Omero scrive esplicitamente, che Zeus odiava il figlio a
causa della sua violenza e aggressività.
Nel libro XIII, viene descritto Deifobo, figlio di Priamo, che uccide
accidentalmente il figlio di Ares, Ascalafo.
Non appena Ares viene a sapere della morte del figlio, vorrebbe distruggere
l'intera flotta degli achei.
Ma interviene Atena, per fargli comprendere che il suo gesto avrebbe potuto
avere terribili conseguenze, a causa dello sdegno del proprio padre.
Ares desiste, ma decide che combatterà dalla parte dei troiani, aiutando Ettore
ad infliggere gravi perdite tra gli achei.
Di nuovo interviene Atena, che si schiererà con gli achei, combattendo il
fratello e ferendolo in maniera tanto grave, da costringerlo ad abbandonare il
campo di battaglia, lanciando urla terribili che terrorizzano i contendenti.
La leggenda mostra Ares come prima causa dell'istituzione del primo tribunale
dell'Olimpo. Ares aveva visto il figlio di Poseidone, Alirrozio, tentare di
abusare di sua figlia Alcippe.
Ares, furente, lo uccise; Poseidone chiese giustizia. Davanti a tutto l'Olimpo
riunito, Ares perorò la sua causa e fu assolto.
Il processo si svolse proprio ai piedi della collina ove si compì il delitto,
che fu chiamata collina di Ares o Areopago.