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Asclepio è una figura della mitologia greca. Asclepio osò richiamare in vita i morti, perciò fu fulminato da Zeus. Gli attributi di Asclepio erano il bastone, il rotolo di libro, il fascio di papaveri, ma soprattutto il serpente; secondo una leggenda un serpente gli avrebbe portato l'erba miracolosa che servì per risuscitare Ippolito, il figlio di Teseo, e dopo la sua morte Asclepio e il serpente furono posti in cielo, raffigurati nelle costellazione di Ofiuco o Serpentario e del Serpente. La moglie di Asclepio era Salute e la sua sacerdotessa era Panacea, "colei che tutto guarisce".
Atene, Museo Archeologico Nazionale Presso molti santuari sparsi in tutto il bacino del Mediterraneo esisteva una sorta di ricoveri posti sotto la protezione di Asclepio, che oggi potrebbero definirsi ospedali, nei quali si accoglievano gli ammalati per ricevere cure e medicamenti; la maggior parte degli interventi si svolgeva di notte e, sebbene si sappia che venivano somministrati sedativi a base di erbe, il sistema di cura in questi Asclepiei era avvolto in religioso silenzio; ma si facevano certamente anche operazioni chirurgiche e applicazioni mediche da parte di sacerdoti-medici. Della loro ars medica si valse il più grande medico greco, Ippocrate. ![]() Il bassorilievo mostra una paziente addormentata, affidata
alle cure del medico assistito da una sacerdotessa.
Il bassorilievo è una specie di ex voto: queste offerte
votive solitamente rappresentavano la parte del corpo che era stata guarita. In onore di Asclepio si celebravano le Asclepiee, e gli si sacrificava un gallo, suo simbolo, perché, come il gallo annuncia il nuovo giorno, così Asclepio dà nuova vita ai guariti dalle malattie. Egli fu sempre considerato un benefattore dell'umanità e come tale fu cantato dai poeti e rappresentato nelle opere d'arte.
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