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Efesto è una figura della mitologia greca, era il dio del fuoco e della metallurgia e fabbro divino. Era il protettore degli artigiani ed i suoi santuari erano più frequenti nelle regioni in cui si forgiavano metalli o in vicinanze di vulcani. Era un culto proveniente dall'Asia, dove i metalli erano abilmente lavorati. Omero lo descrive come il figlio zoppo di Zeus e di Era. Nell'Iliade vengono riportate due possibili spiegazioni a questa sua infermità. Nel libro I, Efesto prese le parti della madre in una discussione con il padre, e fu scaraventato da Zeus, giù dall'Olimpo. Cadde sull'isola di Lemno, dove fu raccolto e soccorso da Teti e da Eurinomo. Nel libro XVIII è lui stesso a raccontare, come la madre lo avesse gettato dall'Olimpo, non appena nacque, disgustata dalla sua deformità. Comunque sia non e da imputare ai genitori la sua disgrazia, in quanto, fatto importante nella sua leggenda, era nato zoppo. Nonostante questa infermità, un artigiano abile era molto apprezzato da una comunità di guerrieri. Tutte le armi che forgiava erano dotate di poteri magici. In numerose altre mitologie si riscontra la figura del fabbro magico. Nei racconti di Esiodo, viene indicato semplicemente come figlio di Era, senza riferimento al padre. La regina dell'Olimpo concepì Efesto di sua volontà, gelosa di Atena che Zeus mise al mondo da solo. Esiodo non attribuisce spose ad Efesto, mentre Omero lo indica sposato a Afrodite.
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