Eros viene considerato figlio di Ermes ed Afrodite .
In origine non rappresentava un dio, ma una forza ed un'attrazione: con Omero rappresenta l'attrazione irresistibile che due esseri sentono uno per l'altro e che può arrivare a privarli della ragione o addirittura a distruggerli.
Con Esiodo, Eros si trasforma in un dio, ma non è il classico fanciullo paffuto, che vola qua e la scoccando frecce d'amore, ma una divinità primordiale, antica come
Gea (la Terra) stessa. Non è figlio di Afrodite, ma il suo compagno di ogni momento.
La sua potenza era terribile, poteva causare danni a cui nessuno avrebbe potuto porre rimedio, né uomini né dei.
Da questa concezione, la figura del dio si trasformò in una divinità dell'amore, ma il pericolo che rappresentava era riconosciuto anche ai tempi di Euripide, che lo cita in un coro di Ifigenia in Aulide rievocando le sue frecce in senso figurato.
Il potere di Eros non aveva limiti, egli era l'elemento attivo dei primordi dell'universo. Per questo era adorato a Tespi sotto forma di una pietra grezza.
Eros con il suo arco - Scultura romana dei Musei Capitolini di RomaEros è una figura della mitologia greca, era il dio dell'amore.