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GEA

 

Gea (o Gaia), la Terra, come dispensatrice dei frutti, delle piante e degli animali necessari alla vita e al proprio sostentamento ha occupato fin dall'antichità preistorica un posto importante nella religione dell'uomo. Dal Caos indistinto e dalle Tenebre, in cui tutto era informe, confuso e indistinto, nacque la Terra e da essa derivarono Urano (cioè il Cielo) e il Mare.

Nella Teogonia di Esiodo si parla di Gea come moglie di Urano; dalla loro unione nacquero numerosissime altre divinità: i Titani - tra i quali Oceano e Crono (il Tempo), il più giovane - e le Titanidi, i Ciclopi, gli Ecatonchiri ed altri; e poi Gea, unendosi ad uno dei figli che aveva avuto un tempo, generò cinque divinità marine, tra le quali Nereo. Considerata madre di Zeus, ebbe grande importanza anche in Atene in quanto madre di Erittonio, progenitore della gente dell'Attica, e come protettrice della crescita dei bambini; in epoca storica poi fu considerata una divinità politica, protettrice della terra intesa come patria, luogo di nascita.

Anche i popoli italici veneravano la divinità della terra, che essi chiamavano Tellus, associandola ad un'altra divinità che veniva invocata per rendere sacrosanto un giuramento. La formula del giuramento portava a testimoni Tellus Mater e Juppiter Pater, cioè i divini progenitori della terra e del cielo. Onorata come regina anche di ciò che è sotterraneo, Gea era inoltre legata ai culti funebri e a quelli di morti, di ciò che non è più e che, sotto altro aspetto, di nuovo sarà.

La sacralità della terra, riconosciuta in tutta la Grecia, rese Gea assimilabile ad altre divinità che avevano caratteristiche simili e che provenivano dall'Asia Minore, come Rea e Cibele, o da Creta, come la Gran Madre, principio vitale e forza feconda di tutti gli esseri.

 

Statua di Cibele, III secolo.
Napoli, Museo Archeologico Nazionale

Il corteo di Cibele, coppa d'argento, IV sec. da Parabiago.
Milano, Museo Archeologico Nazionale

 

Per il suo aspetto legato alla fecondità, Gea / Tellus fu indicata anche come protettrice dei matrimoni e della famiglia, e a Roma le venne dedicato un tempio in comune con Cerere, dove si celebravano feste solenni per propiziare i raccolti.

Cerere - la Demetra romana - in una statua del I-II sec, presso i Musei Vaticani