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GIGANTI

Esseri di enorme statura menzionati nei credi antichi come abbiamo constatato, non sono cosa rara. La mitologia greca è forte della presenza di giganti di diverso tipo. Figli della Terra fecondati dal sangue di Urano; cercando di vendicare i loro fratelli (i Titani) perirono in lo tta con gli Dei uccisi dai fulmini di Zeus, da Atena e dalle frecce di Eracle. Le rappresentazioni artistiche raffiguranti la battaglia tra dei e giganti è detta Gigantomachia ed ebbe luogo secondo alcuni, in Flegra, per altri invece in Tracia o Campania. I Titani. Divinità minori nella mitologia greca e latina Figli di Urano (Dio cielo) e Gea (Dea terra). Giganteschi e dotati di un incredibile forza svolsero il difficile compito di forgiare per gli Dei le folgori celesti e, come ci raccontano le leggende, scalando le montagne (loro alleate) tentarono l’ascesa verso l’Olimpo e si ribellarono a Saturno, sostenuto poi in seguito da Giove (o Zeus). Gli Dei incaricarono i Ciclopi di forgiare le folgori e loro, abilissimi fabbri, le crearono più grandi e più potenti. I titani furono sconfitti, uccisi e gettati nel Tartaro mentre i giganti, loro fratelli, tentarono la vendetta nuovamente con cattivo esito. Non più di tre furono i Ciclopi secondo Esiodo (poeta greco Ascra [Beozia] sec. VIII-VII a.c): Bronte, Argo e Sterope. Fabbri straordinari (nelle viscere dell’Etna e di altri vulcani), forgiarono il tridente a Poseidone, l’elmo a Plutone e le folgori a Zeus (le stesse folgori che uccisero i Titani). Dopo che Asclepio (figlio di Apollo) morì vittima delle folgori scagliategli addosso da Zeus, Apollo infuriato, decise di eliminarne i fabbri e uccise i tre Ciclopi. Un po’ in tutte le culture comunque si è creduto nell’esistenza dei giganti (e simili) spesso divinità (o loro figli) e a volte come raccontato nella Divina Commedia (ribelli degli inferi) e nella Gigantomachia, ribelli. Sono spesso presenti anche nell’Antico Testamento e questo insieme ai ritrovamenti da parte degli archeologi dà maggiore credibilità sulla loro reale esistenza.

IL GIGANTISMO

Affidandoci a quanto scritto sulla Bibbia e valutando le opere dei nostri antenati, abbiamo già visto quante prove in favore dell’esistenza dei giganti ci siano. E’ il caso di accennare che non mancano alcuni ritrovamenti di utensili, armi e scheletri a provarci ulteriormente la loro esistenza. In Asia, America, Europa, i ritrovamenti non mancano. Nelle Filippine ad esempio è stata rinvenuta un ascia di quasi 10 Kg di dimensioni enormi se paragonata alle armi di comune utilizzo e, al suo fianco, uno scheletro umano di cui l’altezza supera i 4 metri. Resta da definire in che modo questi intere popolazioni di giganti siano scomparse lasciando di sé non troppe tracce. Ma soprattutto, i giganti sono davvero estinti? Forse non sono giganti azzurri su navi volanti, o bestioni enormi in battaglia contro gli dei ma esiste una patologia che rende le persone fisicamente molto più grandi della media; il Gigantismo. Un’anomalia nello sviluppo fa sì che le dimensioni del corpo e l’altezza in particolare, risultino ben superiori alla media (in Italia è di 1 metro e 68 cm). Ci sono diverse forme di questa patologia.  Il Gigantismo puro è causato da un eccessivo impulso evolutivo nella massa germinale, ne segue un aumento proporzionale degli organi interni e delle dimensioni esterne. Il Gigantismo disendocrino invece, è causato dalla disfunzione di una o più sezioni del sistema endocrino e non mantiene le proporzioni. Accresce quindi in maniera differente le dimensioni corporee. Il Gigantismo eunucoide è un eccessivo accrescimento dello scheletro associato ad un esagerato sviluppo dell’adipe. Può essere indotto mediante castrazione o può essere conseguenza di un ipofunzione delle gonadi, venendo così a mancare l’azione inibente sulla crescita. Il Gigantismo plurighiandolare è la conseguenza di mal funzionamento a genesi, di ghiandole endocrine (gonadi, ipofisi, tiroide, surreni). E’ curabile con l’asportazione del tumore o somministrazione di ormoni a seconda del caso.